Castelli, storia e vini!

Langhe e Roero sono regioni geografiche del Piemonte famose non solo per vini straordinari ma anche per nocciole e altri deliziosi alimenti. In quei territori l’uomo ha saputo valorizzare delle eccellenze con abilità, sapienza e lungimiranza, sfruttando al meglio il patrimonio di storia e cultura rappresentato dai propri innumerevoli Castelli, bellissimi e ben conservati.

Da buoni e curiosi “bevitori” noi di Vertical Tasting ci siamo chiesti quale fosse il vino “giusto” da abbinare per ciascun Castello e quale fosse quello prediletto dai nobili dell’epoca, immaginandoli a passeggiare con un calice in mano nelle lussureggianti verdi colline piemontesi o durante banchetti festosi.

Per trovare una risposta agli amletici quesiti (no, Gabbani non l’abbiamo consultato!) non ci siamo fiondati nelle abituali cantine del territorio piemontese, che rimangono luoghi “sacri” e insostituibili per i nostri palati, bensì nelle “stanze di Palazzo”, locali, giardini e angoli speciali di ogni Castello ricchi di storia, magia e tradizione. Il tutto per rivivere quelle sensazioni “uniche” che si sono ripetute nel corso dei secoli negli stessi luoghi e con gli stessi vini.

Come abbiamo selezionato i vini? Con sperimentazione e un pizzico di follia!

Parco di Racconigi, Castello di Pralormo, Barolo e Monticolo D’Alba sono le mete da noi scelte, anche se tutto il territorio meriterebbe delle visite approfondite per l’indubbia maestria dei vignaioli nel gestire le vigne (rappresentazione concreta e sublime dell’amore di questa gente per il bello e per il vino).

Passeggiare nel verde del Parco del Castello di Racconigi avvolti da alberi secolari, accompagnati dal canto degli uccellini e sfiorati da una leggera brezza profumata, per una persona di città (ci avete scoperto!), abituata allo smog e alla frenesia, può rivelarsi un esperienza assolutamente rigenerante e piacevole, se a questo si aggiunge una degustazione di uno o più vini particolari l’esperienza può rivelarsi entusiasmante.

Il parco apre all’ora di pranzo, i viottoli di pietra e le piante accolgono il visitatore “incredulo” nel silenzio e nella pace che lo circondano e come d’incanto ci si trova teletrasportati nel Settencento, ai tempi della principessa Giuseppina di Lorena-Armagnac Carignano quando fece riprogettare parte del parco offrendo nuovi percorsi immersi in una natura rigogliosa e apparentemente selvaggia. In fondo del vialetto che porta in riva al lago, dove fioriscono ninfee gentili e bellissime, è un piacere accomodarsi su un plaid e stappare un vino speciale, uno di quelli che nel corso degli ultimi anni è riuscito a emozionarci.

Il vino degustato, un Tulin 2013, ha un profumo forte ed elegante, come una stoffa damascata. Quasi subito escono le note intense e maestose, legate da una grande armonia. Il gusto strutturato e tannico lascia senza parole… Un vino così ti ammalia, ti cattura e non ti lascia più per lungo tempo. Il colore scuro, alla luce del sole di mezzogiorno luccica letteralmente nel bicchiere, i raggi non lo penetrano ma lo fanno ancor di più risaltare. Gustare un Tulin 2013 in questo giardino è il perfetto connubio tra un capolavoro dell’ingegno degli architetti paesaggisti che si sono alternati nel disegno di questo parco e un capolavoro degli appassionati enologi che hanno enfatizzato la meraviglia di vigneti incredibili, creando un vino impareggiabile.

Non ancora appagati dell’esperienza vissuta, ci lanciamo con un pizzico di follia su un Arneis del 2016. I veri intenditori e i puristi della degustazione staranno arricciando il naso, e possiamo solo immaginare la caterva di critiche in arrivo sulla nostra pagina Facebook, ma a nostra giustificazione possiamo solo dire che non era previsto! Amiamo follemente il Barbaresco e con “Lui” abbiamo appena fatto un’esperienza estremamente appagante, tuttavia per la gioia di chi preferisce i bianchi, perché non stappare anche questa bellissima bottiglia?

La bottiglia, ancora fredda, appena stappata emana un profumo composto di note fruttate e fiorite, un mix di pesca, fiori d’arancio e biancospino. Al gusto poi emerge anche vagamente la mirabella. Il colore giallo paglierino ricorda i terreni sabbiosi dove viene fatto crescere, mentre i riflessi verdolini ai bordi del calice rimandano ai fili d’erba che ci circondano.

Non si poteva non assaporare un vino così in un contesto migliore, sublimato dalla limpidezza dell’acqua e dalle rive verdeggianti del meraviglioso Parco di Racconigi che accoglie i visitatori con grande nobiltà.

Alla fine di questa giornata speciale portiamo con noi la scoperta di luoghi suggestivi e di due vini perfettamente a loro abbinati, e non vediamo l’ora di ripetere questa esperienza! Appuntamento al secondo castello che visiteremo seguendo il nostro itinerario ideato per lo splendido territorio delle Langhe e del Roero.

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