Perché l’Aglianico del Vulture? Parla il giornalista

C’è qualcosa di magico, profondo e unico in questo vitigno caratteristico della zona del Monte Vulture. La combinazione “vulcano spento da millenni + terreni ricchi di potassio = colore rosso rubino, profumo intenso e armonico, sapore caldo, sapido e asciutto” sembra essere di quelle “giuste” per un vino a dir poco speciale.

Per noi di Vertical Tasting è stato amore a prima vista. Il soprannome “Barolo del Sud” non è casuale né il paragone è azzardato: l’Aglianico del Vulture ha un’anima profonda e regala a chi lo sa apprezzare un pizzico di folle magia e un po’ di tenerezza. Come un caldo abbraccio in una giornata d’inverno, l’Aglianico del Vulture è un vino capace di riscaldare l’anima, anche quella più fredda.

Noi di VT amiamo molto gli accostamenti particolari – quelli convenzionali non ci piacciono! – e lo abbiamo paragonato alla soul music, a quella “musica dell’anima” nata negli Stati Uniti all’inizio degli anni Sessanta dalla fusione tra jazz, gospel e pop. Bere un buon Aglianico del Vulture è come ascoltare un pezzo di Otis Redding, Aretha Franklin, Ray Charles o Stevie Wonder tanto per citare il pantheon delle divinità della musica soul. Oppure artisti contemporanei come Mary J Blige, Alicia Keys o la superstar Adele o gli italianissimi Giorgia o Mario Biondi tanto per gradire.

I nostri abbinamenti speciali non li abbiamo limitati “solo” al mondo della musica. Il giochino lo abbiamo esteso a tutte le altre forme d’arte contemporanea: letteratura, cinema e anche i videogiochi, l’ultima espressione del genio umano.

Il nostro giudizio, per quanto possa essere accurato, è puramente soggettivo: le emozioni che un buon Aglianico del Vulture può suscitare sono un qualcosa di intimo, personale.  Noi abbiamo provato a descrivere queste “emozioni” con questi  abbinamenti inusuali: e voi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *