Perché il Timorasso? Parla il giornalista

Perché è un vitigno poco conosciuto al grande pubblico. Perché piace gli hipster o perché Walter Massa, il suo “papà e scopritore”, è un tipo davvero particolare. Perché il Timorasso era apprezzato persino dal genio Leonardo da Vinci o perché si sposa bene con il Montebore, un formaggio tipico della zona tortonese. Perché è coltivato lungo il corso del fiume Scrivia o perché ha avuto da pochi anni la tanto sospirata D.O.C. Perché il Timorasso è un po’ “smargiasso” o perché è un vino bianco “spaccone e caciarone” che migliora come un rosso con il passare del tempo. Non c’è un perché, ce ne sono mille di perché abbiamo scelto questo grande vino bianco da invecchiamento piemontese come uno dei cavalli di battaglia di Vertical Tasting.

Musicalmente abbiamo avvicinato il Timorasso – per la sua marcata territorialità – alla “country music” di Nashville e al “blue grass”. Un mix particolare di contaminazioni musicali che ben si sposano con le caratteristiche organolettiche del Timorasso. Asciutto, caldo e morbido e al tempo stesso acido e fresco anche con il passare del tempo, un po’ come un pezzo di Johnny Cash o di Waylon Jennings o di cantautori italiani come Eugenio Finardi o Davide Van de Sfroos.

Non solo musica in Vertical Tasting ma anche tanto cinema, lettura e videogiochi. E il Timorasso ben si accompagna a una commedia brillante, a un giallo scandinavo intriso di satira o ironia o un arcade degli anni Ottanta.

A noi il Timorasso piace tanto e a voi?

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