A tutto rock con il Timorasso di Boveri!

Andare a trovare Luigi Boveri è un po’ come rivedere un vecchio amico. È impossibile resistere alla gentilezza o all’innata simpatia/empatia di quest’uomo. Dopo un caloroso abbraccio e un po’ di pane e salame al Timorasso (davvero squisito!) non sono mancate quattro chiacchiere davanti a un bicchiere di vino (più di uno!) dei suoi fenomenali Derthona e Filari di Timorasso!

VT: Una domanda che poniamo spesso ai produttori di vino è quella di associare una bottiglia a una canzone speciale o a un ricordo ben preciso. Cominciamo dal tuo splendido Filari di Timorasso…
LB: Walter Massa ha detto che il Timorasso è un vitigno rock e spesso ha citato Vasco Rossi, il rocker per eccellenza italiano, per far comprendere alla gente le potenzialità e il carattere di questo vitigno semplicemente “unico”. Riprendendo sempre il buon Walter, per la canzone direi “Sally”. Perché come cita Vasco “La vita è un brivido che vola via è tutto un equilibrio sopra la follia”. Questi versi si sposano perfettamente con la mia visione del Timorasso.

VT: Com’è andata la vendemmia 2017?
LB: Tra la gelata che abbiamo avuto in primavera e che ha ridotto sensibilmente la nostra produzione e la siccità estiva direi che non è andata benissimo. Nonostante tutto siamo contenti dell’uva di grande qualità che abbiamo raccolto e ci fa ben sperare per l’annata 2018.

VT: Raccolto per qualche nuovo progetto futuro? Magari un orange wine da aggiugere alla produzione di vini?
LB: Per carità! Lo faceva mio padre tanti anni fa ed era un “orange wine” per altri motivi… E vi posso assicurare era molto più buono di quelli che ci sono in commercio! Non voglio fare alcun tipo di polemica, ho un’opinione ben precisa per quanto riguarda il vino bio e tutto quello che gira attorno.

VT: E un bel spumante al Timorasso? È impossibile da realizzare?
LB: Per me il discorso è semplice: il Timorasso non è spumantizzabile. Il motivo è da ricercare nella maturazione fenolica che in questa vigneto avviene nelle settimane “prima” della raccolta. In poche parole, l’uva acquisisce gran parte del suo corredo organolettico “straordinario” e trasferibile al vino proprio poco prima della raccolta. Da un punto di vista tecnico la riduzione degli acidi a vantaggio degli zuccheri fermentescibili invece è più costante, il che significa che non esiste un punto teoricamente ottimale in cui fare un mosto fiore acido ma con molte componenti fenoliche. Si deve scegliere se sacrificare l’acidità (necessaria e “carburante” per gli spumanti) oppure perderla in attesa che compaiano le caratteristiche “straordinarie” del Timorasso. Ci sono alcuni miei colleghi che hanno scelto una strada alternativa cercando un equilibrio tra i due aspetti, ma per me rimane comunque un azzardo.

VT: Quindi, niente spumante al Timorasso targato Boveri?
LB: Niente spumante, niente orange wine! Per quanto riguarda i progetti futuri ve la butto lì: Citronino, un vitigno sconosciuto ai più…

E restando in ambito rock, come cantano i Bon Jovi Have a nice day caro Luigi!

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