Il segreto di Colli Cerentino? Scopriamolo insieme…

Nell’interessante e tumultuoso panorama vinicolo della Basilicata, una cantina si è distinta negli ultimi anni per alcune superbe intepretazioni dell’Aglianico del Vulture. Un vino come il Masqito Gold 2006, per citare il più famoso, è entrato da tempo nel gotha dei migliori vini italiani conquistando una serie di prestigiosi premi e proiettando Colli Cerentino tra le migliori del Bel Paese.

Abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con Rocco Moscariello, uno dei fondatori della cantina Colli Cerentino. Non gli abbiamo fatto le solite scontate domande, abbiamo osato di più. Gli abbiamo chiesto di abbinare – in stile Vertical Tasting – il sopracitato Masqito Gold 2006 con un brano musicale e un’opera cinematografica. Le risposte sono a dir poco stupefacenti (almeno per noi!).

VT: Pensando al vino che produci c’è una canzone, un artista, un libro, un film che possa sintetizzare/rappresentare al meglio quello che per te è un Masqito?
RM: Quando penso al mio vino di canzoni ce ne sono talmente tante da citarne!  In particolare, ce n’è una che forse non conoscete:  è del compianto Pino Daniele e s’intitola “Non si torna indietro”.

Il testo della canzone dice a un certo punto “mi piace parlarti di me,  davanti a un bicchiere di rosso col sorriso più bello che c’è.  Non ti preoccupare…”
 
Un artista che invece accosterei al mio Masqito è Franco Califano, uomo che sembra duro e spigoloso ma con l’animo dolce, nobile e profondo.
 
Un film da abbinare è “Il profumo del mosto selvatico”, un’opera cinematografica che sintetizza i momenti di difficoltà, sofferenza, amore e passione per il nostro lavoro, per rendere il nostro vino eccellente.

VT: Raccontaci un simpatico/particolare aneddoto riguardo la produzione del vino.
RM: Un aneddoto per quanto riguarda la produzione del vino? Prima producevamo uva da vendere ai privati, e quando abbiamo deciso insieme ai miei soci (nel 2002) di produrre vino di qualità non pensavamo di arrivare a fare un vino così straordinario!

Nell’anno 2006, eccezionale annata  (non solo calcistica!) per le nostre vigne vecchie di 80 anni, abbiamo fatto maturare una settimana in più le uve di Aglianico del Vulture sulla vite, per poi pigiarle e farle fermentare per più di trenta giorni con le bucce.

Questo vino è stato per tre anni in botte piccola e non finiva mai di fermentare. Nel quarto anno lo abbiamo imbottigliato e mandato al concorso di Vinitaly a Verona.  E con nostro grande stupore abbiamo vinto la Medaglia D’Oro e da lì in poi si sono susseguiti tanti altri riconoscimenti (come le quattro viti dell’Associazione Italiana Sommelier per tre anni consecutivi).

VT: La sfida più difficile per produrre un buon Masqito?
RM: Per produrre un buon Masqito la sfida più difficile è rappresentata dall’incertezza delle condizioni climatiche, specialmente nel periodo della raccolta, che per l’Aglianico del Vulture viene fatta a fine ottobre/ inizio novembre. Se il tempo ci assiste facciano un ottimo prodotto, quando non lo è come nelle annate 2009/2010/2014 produciamo solo un ottimo vino base che si chiama Aglianico dei Colli Doc.

VT: Progetti per il futuro: un nuovo vino all’orizzonte?
RM: Abbiamo quattro linee di rosso (Aglianico dei Colli, Cerentino, Masqito e Masqito Gold) e siamo a posto. Produciamo poi una Falanghina (un bianco) chiamata Philos. Ci manca una bottiglia di bollicine, chissà se per il prossimo anno ci riusciremo!


Nei nostri progetti futuri c’è anche l’allargamento della distribuzione all’estero: per ora la Svizzera ci sta dando tante soddisfazioni e la maggior parte della nostra produzione viene venduta lì. In quest’ultimo periodo ci hanno contattato dalla Russia e dalla Germania, mentre stiamo chiudendo un accordo commerciale per sbarcare negli Stati Uniti.

E come cantano i Pooh, noi di VT ti auguriamo “Buona Fortuna” per il futuro caro Rocco! 

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